Enduroterapia

Tutto comincia da qui. Un gruppo di Enduristi sempre attivi e presenti partecipano ad una riunione dove il CAI e le varie associazioni ambientalistiche scoprono le carte e depositano in Regione il progetto di una legge che vuole l’esclusivo utilizzo dei sentieri affidato ai soli pedoni. L’obiettivo, come sempre, è lo stesso. Nel mirino, per prime, le moto. Col tempo il progetto svelerà altri obiettivi: fuori tutti, dentro solo a piedi (e neanche di corsa). Una proposta a dir poco penalizzante. Soprattutto per le nostre montagne, per i nostri ristoratori, baristi, benzinai, commercianti e Sindaci dei piccoli comuni di montagna. L’abbandono è il peggior nemico della montagna, e per fortuna in Regione c’è chi ha ascoltato e, nonostante aver firmato la prima proposta amientalista, ha saputo apprezzare le motivazioni degli altri utenti, in particolare quel gruppo sparuto di appassionati delle due e quattro ruote tassellate.

Facciamo un passo indietro. Dopo la riunione del 2012 (correggetemi se sbaglio) i “soliti ignoti enduristi” si atttivano e via mail e telefono, mettondo in piedi un censimento regionale per vedere in quanti siamo. Il risultato è impressionante, in pochissimi giorni aderiscono migliaia di appassionati, sull’onda dell’entusiasmo (e dell’emergenza) nasce il sito Enduroterapia, la pagina Facebook (tutt’ora attiva) e il gruppo pubblico sempre di FB Enduro Terapia. Qui iniziano i primi scambi di informazioni, le prime battute e l’inizio della formazione del “Nocciolo Duro”. Cioè, quelle persone che hanno costituito il CER: Un Presidente (esordiente nell’enduro!) e tanti pilastri dei vari Motoclub di Reggio Emilia e Parma, i quali, assieme a esponenti FMI regionali delle varie Provincie, formeranno la squadra per costituitìre l’Associazione Sportiva denominata Coordinamento degli Escursionisti su Ruote.

Costituita l’Associazione, si entra nel vivo della “battaglia” in Regione. Il CER ottiene il riconoscimento e viene ammesso al Tavolo Tecnico Centrale per la stesura della nuova legge REER. La presenza del CER è la vera spina nel fianco degli ambientalisti e otterrà la fiducia del Consiglio regionale fino all’approvazione di una legge che non vieta, ma offre a tutte le categorie di escursionisti, il diritto di transito sulla rete sentieristica.

Il CER e Enduroterapia entrano nel mondo dell’enduro colmando un vuoto legale, comportamentale e di coordinamento che prima, Federazione e Motoclub potevano fare. Viene costituita una rete di Coordinatori Provinciali che a loro volta individueranno i Referenti Locali per ogni Comune. La struttura capillare sarà sempre in contatto con tutti i referenti, scambiando informazioni e avviando attività nel territorio come: manutenzioni programmate, straordinarie dopo eventi atmosferici, contatti con le Istituzioni, partecipazione alle consulte territoriali, presenza nelle risorse per il territorio, organizzazione di piccoli eventi locali. In questo modo, molti Sindaci hanno scoperto una risosrsa negli enduristi e non più un problema.

Enduroterapia ha divulgato una linea di auto disciplina che ha aperto una strada, oggi condivisa da tanti, da tutti quelli che hanno capito che l’unica strada percorribile per continuare a praticare il nostro sport a testa alta, è quella della legalità.

Gas aperto e Legalità diventerà lo slogan a chiusura di ogni scritto del Presidente Luca Giaroli.